Portobello e Has Fidanken

Caro Aldo Grasso,

Aldo Grasso, critico televisivo del Corsera

la televisione italiana ha offerto, in questi anni, inquietanti scenari sociologici a chi, come lei, li abbia voluti osservare. Enzo Tortora, che con tardiva e tragica sorte fu riconosciuto innocente dei crimini che lo portarono in carcere, fu certo il padre di una tradizione televisiva oggi vincente.

Portobello fu il vertice cui seguirono i successi di Enrica Bonaccorti (ma quanti erano, i fagioli, poi?) e le commedie tristi di Boncompagni. Una televisione impicciona, felice della sua ripetitività, la noia che diventa intrattenimento. E che cosa fu il cane Has Fidanken se non proprio una parodia del pappagallo muto di Portobello? Teo Mammucari, la cui comicità sorda apprezzo poco, non ebbe alcuna intuizione nel ridefinire una pallida Flavia Vento a soprammobile televisivo: non era altro che l’evoluzione (darwiniana) dal volatile, al canino, fino alla donna, naturalmente bionda, e per fortuna non parlante.

Ho seguito in questi giorni, grazie a Youtube, alcune sequenze del Festival di Sanremo. Deve sapere, caro Grasso, che vivo tra il Giappone (da dove le scrivo ora) e la Svezia. Eppure, da italiano, non ho saputo resistere alla tentazione nazional-popolare di lasciarmi coinvolgere da quelle che, forse, son solo canzonette. Le più geniali, certo, furon quelle cantate dalle iene Luca e Paolo. Un caro amico, e collega ricercatore, che vive in Francia, ha commentato così il momento magico in cui Bizzarri consegnò i fiori al Consigliere di amministrazione della Rai, Antonio Varro: “ecco l’Italia: il paradosso di un dipendente Mediaset (di proprietà di Berlusconi) che viene ripreso da un dirigente Rai (servizio dello Stato) per aver ironizzato su Berlusconi stesso.”

il paradigmatico Has Fidanken

Questo paradosso nacque con il pappagallo di Tortora (nomen omen): una televisione in cui l’intrattenitore vero è colui che tace. O che ripete le parole dell pensiero comune. Una intera generazione di italiani che si è formata, televisivamente, nella ripetizione ossessiva di significanti senza significato. Ed il Presidente Berlusconi, da uomo di spettacolo, se non già solo uno spettacolo d’uomo come nemmeno un Karamazov, ha ben compreso il fascino degli italiani per i significanti. Forse perché vivo all’estero, o forse perché Dostoyevsky l’ho letto davvero, quando ascolto le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, io considero i contenuti. Così, quando qualche giorno addietro, l’onorevole Berlusconi ha dichiarato di esser sì generoso, dal regalare Mini Cooper a chi non abbia una macchina, io, senza ironia, l’ho preso in parola. E gli ho scritto una lettera, chiedendo che, per cortesia, la mia sia blu. Cosa pensa, caro Grasso, il Presidente mi risponderà “Portobello” o pretenderà di non avermi sentito, restando in silenzio come Has Fidanken?
Cari saluti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: