Caro Nanni

Caro Nanni,

Nanni Moretti

ti ricordo sotto la pioggia, con la telecamera, che salutavi la folla dal balcone di un palazzo in centro a Milano. Era il 25 aprile 1994. Il Manifesto aveva organizzato la più grande e bella manifestazione cui abbia mai partecipato. Sono troppo giovane, Nanni, per esser stato dieci anni prima, a Roma, ai funerali di Berlinguer. Eppure molti compagni, quel giorno, mi dissero che si, un po’, quella folla e quell’emozione erano la stesse.

Berlusconi aveva vinto da pochi giorni le elezioni. Tu ti eri fatto una canna. E Luigi Pintor aveva intuito il pericolo di quel momento. Sono trascorsi 17 anni, e molto è cambiato da quel giorno di pioggia. La gioiosa macchina da guerra, in quella Caporetto di fine di secolo, fucilò tutti i suoi generali. La memoria di Badoglio fu raccolta dagli eredi di Berlinguer con tragica dedizione. In Parlamento, oggi, non siede più alcun comunista. Nessuno che sia, o dica cose, di sinistra. Non fu Berlusconi a sconfiggere la tradizione democratica del più grande partito comunista dell’occidente. Fu suicidio.

Il 25 aprile 1994 celebrammo davvero una bella festa di funerale, come nella mia innocenza, a 4 anni, definii le esequie dello zio Davide, alpino, Cavaliere di Vittorio Veneto. Uno che a Caporetto combatté davvero, come in un romanzo di Hemingway.

Mi chiedo se tu abbia ancora le riprese di quel giorno. Sarei curioso di rivedere quelle immagini, forse di riconoscere me, tra i tanti volti di quel 25 aprile, sfilare tra mille bandiere rosse, nel cielo grigio della città. Oggi, Nanni, vivo lontano dall’Italia e da quei giorni. Le commissioni bicamerali e le legittimazioni del potere hanno tradito chi, come me, scese in piazza per una Liberazione che non c’é. Forse aveva ragione Berlusconi. Dove saremmo, oggi, se non ci fosse stato lui. Chi avrebbe governato il Paese? Di cosa avremmo parlato, in questi anni? Quale scusa avremmo potuto addurre per giustificare un Paese corrotto, un’indole inetta, un popolo senza prospettive ed iniziativa? Si, Berlusconi ci ha salvato, caro Nanni. Ed oggi dovremmo essere grati della sua generosità. Cosa mai ha offerto la sinistra all’Italia? Parole. Il Presidente del Consiglio, invece, pochi giorni fa, ha persino dichiarato di voler regalare una macchina, una Mini Cooper, a chiunque non ne abbia una! L’avrebbe mai potuto fare un leader di centro-sinistra? Vedi Nanni, io, la mia Mini Cooper, la vorrei blu. L’ho scritto al Presidente Berlusconi. Sono sicuro che, tra qualche giorno, me la fa recapitare qui in Svezia. Se gli scrivi anche tu, magari ti regala una Vespa nuova.

Cari saluti.

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